La vite appartiene alla famiglia delle liane e per questo ama crescere arrampicandosi su ogni sostegno per superare ogni ostacolo si presenti tra lei e la fonte di luce.
La vite è costituita da diverse strutture che a loro volta possono avere diverse funzioni.
Radici
Le radici si sviluppano nel terreno e servono per tenere salda la vite al suolo e per assorbirne i nutrienti come l’acqua e i minerali.
Fusto
Il fusto è la parte centrale della pianta e separa le radici dalle strutture aeree. Il fusto contiene due canali al suo interno. Lo xilema è il canale più interno e fa passare l’acqua per tutta la pianta. Il floema è il canale più esterno e fa passare oltre l’acqua anche altre sostanze nutritive necessarie alla crescita della pianta.
Organi aerei
Sul fusto nascono i rami o branche. Questi contengono le gemme che una volta cresciute potranno diventare germogli. Si differenziano due tipi di germogli: quelli vegetativi hanno come funzione principale quella di produrre energia per la pianta, quelli riproduttivi hanno lo scopo di far sviluppare i frutti.
CICLO DELLA VITE
Durante l’anno, la vite compie diverse fasi. Partendo dalla fine della stagione, durante l’inverno, la vite passa nella cosiddetta fase di dormienza in cui mette in pausa ogni struttura riproduttiva. Il “pianto”, ossia la fuoriuscita di una gocciolina dal taglio di potatura, suggerisce la ripresa, e il risveglio della pianta. Ciò accade in primavera e dà il via alla fase di germogliamento. Questa continuerà per gran parte della stagione e permette alla pianta di costituire sia le strutture di produzione dell’energia, sia quelle per la produzione dei frutti. Prima che ciò accada si passa dalla fase di fioritura e quella di allegagione. Quest’ultima permette al fiore di diventare frutto. Verso la fine dell’estate il frutto conosce la fase di invaiatura, che comporta il cambio di colore (da verde a rosso) per le varietà a bacca rossa o un cambio di opacità nelle varietà a bacca bianca (da verde opaco a verde/giallo traslucidi).
La maturazione del frutto prosegue fino a quando il corretto livello tra acidi e zuccheri negli acini d’uva indica al vignaiolo che è giunto il momento di raccogliere.
Per approfondire

La vite è una liana questo la rende una pianta che sfrutta la struttura di sostegni vivi o morti per crescere verso l’alto alla ricerca di più luce possibile. È una pianta perenne, policarpica ossia che fiorisce più volte durante un ciclo e decidua ossia che perde le foglie al termine della stagione.
La vite adulta è costituita da:
- un apparato radicale
- un fusto
- un apparato vegetativo
Le radici
Le radici ricoprono ruoli fondamentali per lo sviluppo della pianta. Oltre infatti alla funzione di ancoraggio sono necessarie per l’assorbimento ed il trasporto di acqua e di altre sostanze, per la sintesi ormonale ed infine come area di stoccaggio delle sostanze di riserva.
Il fusto
Anche chiamato caule è la parte legnosa più vecchia ed è costituita da strati di epidermide destinati a morire (corteccia). Funge da sostegno della pianta e da collegamento tra apparato radicale e apice vegetativo per mezzo delle branche che a loro volta portano germogli sui quali si sviluppano i frutti. A partire dall’esterno del fusto verso l’interno si trova prima il floema poi lo xilema. Il floema è il canale in cui passa la linfa elaborata che contiene acqua, saccarosio, amminoacidi e ormoni; lo xilema invece, è il vaso in cui viene trasportata per capillarità la linfa grezza che contiene acqua e sali minerali.
Organi vegetativi aerei
gemme e germogli
I principali organi apicali sono le gemme e i germogli. La gemma è il punto di partenza da cui si svilupperà in seguito il germoglio. Sono costituite da perule, strutture simili a scaglie, che tendono a rimpicciolirsi man mano che ci si avvicina al centro dove si trova l’apice vegetativo. Questo è costituito da piccole cellule in grado di crescere velocemente al fine di costituire strutture più complesse come i germogli vegetativi o quelli riproduttivi.
foglie, viticci e fiori
Le foglie, una volta sviluppate, compiono diverse attività: respirazione, fotosintesi e traspirazione. La foglia della vite si dice pentalobata, ossia composta da 5 lobi, separati da seni, ciascuno dei quali ha una sua venatura principale ramificata. La foglia, grazie alla forma laminare è in grado di intercettare in modo migliore la radiazione solare e di assorbire quantità maggiori di anidride carbonica, entrambi elementi fondamentali nel processo di fotosintesi. L’epidermide superiore è rivestita da uno strato ceroso, impermeabile ai gas e al vapore acqueo, perciò, impedisce che l’acqua venga persa per traspirazione. La pagina inferiore fa entrare CO2 ed elimina l’acqua grazie agli stomi.
Il Viticcio è un germoglio che a un certo punto dello sviluppo viene indotto a formare un organo diverso. I viticci hanno una funzione di sostegno in quanto riescono ad avvinghiarsi, percependo un sostegno vicino.
Il fiore della vite comune è ermafrodite ossia presenta sia caratteri maschili sia femminili. Questa caratteristica è il risultato della selezione che l’uomo ha fatto per ottenere facilmente più frutta da destinare alla produzione di vino. Infatti, la vite selvatica naturalmente presenterebbe fiori dell’uno o dell’altro genere. Il fiore è poco appariscente, verdastro, è dotato di stomi ed è poco profumato.
CICLO DELLA VITE, FASI FENOLOGICHE DELLA VITE

Essendo una pianta poliennale, la vite conosce diverse fasi durante l’anno. Dal riposo che interessa i mesi invernali, si passa ad una fase di mobilitazione delle riserve in primavera che portano ad un completo accrescimento nei mesi estivi mentre al termine della stagione avviene l’agostamento ossia la fase che permette alla vite di ricostituire le riserve per l’anno successivo.
Dormienza
La fase zero corrisponde al periodo in cui le gemme si trovano in una condizione di dormienza indotta dai primi freddi di fine autunno. Questa fase dura per tutti i mesi più freddi fino a quando il rialzo delle temperature risveglia la pianta. Se in inverno le gemme sono appuntite e rigide, con il risveglio queste si gonfiano.
Germogliamento
Si passa alla prima fase che corrisponde al germogliamento. I canali vascolari tornano a funzionare a pieno regime trasportando le risorse stoccate in inverno verso le gemme. Verso marzo si può assistere al “pianto”, ossia la fuoriuscita di una goccia d’acqua dalle parti potate del germoglio. In tal senso il risveglio delle vite è completato.
Fioritura
Tra la primavera e l’estate la fase di germogliamento si completa in favore della fioritura e dell’allegagione. La fioritura è un processo delicato e culmina con la distensione di quegli organi atti alla produzione di polline. Il polline feconderà la pianta e darà il via alla fase successiva.
Allegagione
L’allegagione consiste nella fase di formazione del frutto.
Invaiatura
Circa in agosto, scatta la fase dell’invaiatura. Questa è indice di due avvenimenti: il primo è il viraggio di colore che si può notare meglio in varietà a bacca rossa, mentre da opaco l’acino diventa traslucido nelle varietà a bacca bianca; il secondo fenomeno, meno visibile, è il blocco del flusso xilematico in favore di quello floematico attraverso cui gli elaborati zuccherini sono traslocati al frutto che cresce ulteriormente di volume.
Vendemmia
Al termine della maturazione l’uva va raccolta o meglio si passa alla fase della vendemmia. Questa fase può essere eseguita in agosto, per le varietà precoci oppure in ottobre per le varietà tardive. Solitamente settembre è il mese più associato a questo tipo di evento. La pianta a questo punto conosce la fase di agostamento in cui l’obiettivo principale è quello di stoccare le riserve necessarie per alimentare la crescita e la produzione dell’annata successiva. Il tralcio invecchia, e lignifica, le foglie cadono.