I vini aromatizzati devono le loro caratteristiche alle molteplici aggiunte che possono essere fatte su un vino tranquillo.
L’organizzazione internazionale del vino (OIV) indica quali sono le pratiche di cantina e le sostanze da poter aggiungere per produrre questi vini speciali:
- sostanze edulcoranti per equilibrare le caratteristiche gustative;
- caramello o sostanze coloranti per raggiungere la colorazione desiderata;
- ingredienti aromatizzanti o sapidi per conferire al vino le caratteristiche organolettiche più opportune;
- alcol etilico di origine vitivinicola e/o alcol etilico di origine agricola come il distillato con lo scopo di aumentare il titolo alcolometrico del prodotto e la sua stabilità, ma anche per diluire o sciogliere sostanze coloranti, aromatizzanti o altri additivi autorizzati.
Un esempio molto famoso di vino aromatizzato è il Vermouth. Questo prodotto è il risultato della combinazione tra vini bianchi o rossi dolci dal sapore neutro con spezie e edulcoranti in quantità regolamentata. L’ingrediente che lo contraddistingue è l’artemisia ossia la pianta con cui si produce l’assenzio e che dona al Vermouth il tipico sapore amaro.