L’imbottigliamento è l’ultima fase prima della commercializzazione del vino. In questa fase, una volta scelto il tipo di bottiglia da usare, l’imbottigliatrice sciacqua, asciuga, riempie e sigilla con il tappo le bottiglie. Dopo aver pulito l’esterno della bottiglia le munisce di etichetta e di certificazione (ove presente).
Di bottiglie ne esistono di diverso tipo, le principali sono:
Albeisa
Borgognotta
Pulcianella
Porto
Anfora
Bordolese
Bordolese a spalla alta
Champagnotta
Renana
Marsalese
Si distinguono oltre che per la forma e il colore anche per aspetti tecnico-commerciali. Le bottiglie più scure vengono utilizzate per proteggere dall’effetto negativo della luce sul vino, quelle più chiare risaltano alcuni aspetti cromatici del vino. Altre bottiglie hanno un vetro più spesso per consentire la conservazione di un vino sotto pressione. Altre sono tipicamente più piccole e slanciate per accogliere vini dolci.
Le bottiglie possono avere diversa capacità:
- quarto di bottiglia da 0,200 L
- mezza bottiglia da 0,375 L
- bottiglia da 0,750 L
- magnum da 1,5 L
A chiudere la bottiglia e a protezione del contenuto dall’ambiente esterno c’è il tappo. Ne esistono diversi tipi:
- vite: per vini contenuti in bottiglioni.
- sughero: molto comune e tradizionale.
- vetro: poco usato, di pregio, ma fragile.
- corona: usato per birre e per le bottiglie di vino in certe fasi della vinificazione.
- sintetico: pratico, molto utilizzato, elimina il problema del sapore di tappo.