LE TECNICHE COLTURALI “SONO PARAMETRI MODIFICABILI E LA LORO MODIFICA CORRISPONDE ALLA VOLONTÀ UMANA DI ADATTARE LE REAZIONI DELLA PIANTA ALLE CONDIZIONI CLIMATICHE DELL’ANNATA” (Ribéreau-Gayon).

Tra i principali elementi di condizionamento della vite troviamo:

La forma di allevamento, i vari sistemi di potatura e le pratiche di gestione della chioma

1) FORMA DI ALLEVAMENTO:

La vite può essere allevata in diversi modi. La distinzione è data dal tipo di sostegno su cui la vite cresce.

La cortina prevede che la vite si arrampichi e cresca su un sostegno orizzontale unico. Priva di ulteriori appoggi la vite sviluppa i getti senza forzature. Evoluzione di tale forma è la spalliera o controspalliera. La vite si arrampica e cresce, forzata su diversi sostegni posti in orizzontale. 

Le forme a tetto sono molteplici, tutte però si basano su far sviluppare la vite su di un sostegno posto trasversalmente rispetto al filare. L’ultima forma, la più semplice è l’alberello, e come indica il termine, si tratta di far crescere la vite senza alcun supporto.

2) SISTEMA DI POTATURA: 

Alcuni tra i sistemi di potatura più usati in Italia sono:

-Alberello:

Preferita in ambienti caldo-aridi oppure freddi

-Cordone speronato:

Dal ceppo si prolunga un cordone, generalmente orizzontale, sul quale crescono gli speroni (piccoli getti di solito con due gemme) che porteranno i frutti.

-Guyot:

Sistema a potatura lunga, prevede di far crescere un capo a frutto per l’annata in corso e lasciare sul ceppo uno sperone con due gemme per favorire la riproposizione di un capo a frutto per l’annata successiva. 

-Doppio capovolto

Si tratta del Guyot con doppio capo a frutto per l’annata in corso e doppio sperone.

-Sylvoz

Sistema di potatura ricca, consiste nell’allevare un cordone principale orizzontalmente e far crescere i germogli secondari arcuati verso il basso, questi sono germogli fruttiferi. I getti provenienti dai germogli secondari vengono fatti crescere in verticale e fungeranno da capi a frutto per l’anno successivo.

Esistono altri sistemi di potatura che vengono utilizzati per tradizione in alcune regioni come il Casarsa in Friuli Venezia Giulia, la pergola veronese nel territorio del Soave, quella trentina lungo la valle dell’Adige ed infine la Bellussera antico sistema a raggi utilizzato in Veneto e ormai vietato per i nuovi impianti. 

Esistono infine, quei sistemi adatti ad un tipo di raccolta meccanizzata, di recente scoperta, sono GDC, Duplex, Lyra, Combi, Scott Henry.

3) GESTIONE DELLA CHIOMA:

A) Potatura invernale o secca:

Si esegue durante la stagione di riposo della vite. A seconda della tecnica utilizzata si ottengono risultati diversi sulla pianta nella stagione produttiva. Ad una potatura troppo invasiva corrisponde un deperimento della vigoria. Per promuovere la produzione d’uva i tralci devono crescere in posizione ricurva. Questi sono alcuni tra i principali metodi di potatura secca:

  • Potatura corta e lunga:
  • Potatura mista
  • Potatura ricca e povera

B) Potatura verde :

Viene effettuata sulla vegetazione nella stagione produttiva. Serve a contenere la chioma e esporre i grappoli. Comprende le attività di spollonatura, scacchiatura, cimatura, sfemminellatura, defogliazione, pettinatura, diradamento dei grappoli.

-Spollonatura:

Si compie per eliminare i polloni dalla vite. I polloni sono germogli che spuntano dal fusto, vanno eliminati perché consumano energia che la vite deve destinare ad altri organi.

-Scacchiatura:

Coincide con la rimozione di germogli inutili che non portano frutti. 

-Cimatura:

Serve a contenere la chioma. Si praticano dei tagli poco invadenti sui tralci troppo lunghi. 

-Sfemminellatura:

Si tratta della rimozione di quei germogli di seconda generazione “femminelle”. Coincide con la potatura della parte superficiale della chioma in una fase avanzata delle crescita della pianta

-Defogliazione:

Pratica che consiste nella rimozione di alcune foglie del capo fruttifero. Viene eseguita poco prima della raccolta dell’uva

-Pettinatura:

Coincide con il taglio delle punte o apici dei germogli con conseguente rimozione di alcune foglie.

-Diradamento dei grappoli:

SI esegue eliminando alcuni grappoli dai germogli fruttiferi. Viene eseguita per diversi scopi. I principali sono legati all’ottenimento di vini qualitativamente migliori.

e.
Portinnesto
g.
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1.2.2. Mosto
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